Giorni fa sono tornato sulle banchine del porto per sentire “l’aria che tira”.Non è delle migliori, per diversi motivi. I pescatori , dopo l’incidente al peschereccio ”Nuovo Aterno”, sono su tutte le furie. I motivi sono soliti ma anche nuovi , perlomeno per i cittadini comuni. Ma cominciamo dalle secche, su una delle quali pare che sia finito il Nuovo Aterno. La situazione è insopportabile.
Dopo la chiusura del porto alle navi (braccio di levante inavvicinabile), poco ci manca che il porto non sia chiuso anche ai pescherecci, perché oramai i fondali sono troppo bassi anche per essi: a cominciare dalla punta sud della diga, all’ingresso di levante (quello buono, si fa per dire), dove c’è una lingua di secca che si allunga verso sud e dove i pescherecci più grandi strusciano sul fondo, per finire alle secche dentro il porto canale. Per non parlare del tanto decantato ingresso a nord, dove non galleggiano nemmeno i gabbiani e non è nemmeno segnalato a dovere per i forestieri. I locali sanno che li non si passa.
Dentro il canale non c’è zona dove i pescherecci non tocchino, al punto che potrebbero ormeggiarsi in banchina anche senza cima d’ormeggio: tanto sono completamente appoggiati sul fondo e non galleggiano.
La conseguenza è che i danni ai motori, agli ecoscandagli, ai gruppi di refrigerazione sono continui. Come se non bastasse:
-è vietato vendere le “scaffette” sulla banchina, che è una vecchia tradizione.
- le colonnine per l’acqua e la corrente non funzionano bene e quindi mancano i servizi a terra.
- non si possono più riparare le reti sulla banchina (dove dovrebbero andare i retieri ?).
- mancano i gazebo per la raccolta degli oli esausti. I contenitori sono abbandonati alla rinfusa.
- mancano i cassonetti per la spazzatura
- le cassette di polistirolo sono uno scandalo e non mantengono la freschezza del pesce, oltre a disperdersi nell’ambiente.
Insomma non c’è una cosa che funziona o che sia organizzata bene. E il Sindaco D’alfonso cosa fa ?Il ponte sul fiume. Un’opera da 8 milioni di euro, che potevano essere spesi invece per sistemare le magagne del porto, che offrirà ai pochi “Bartali” che si avventureranno sul ponte uno spettacolo indecente.
C’è bisogno di dragare almeno 200.000 m3, perlomeno fino a quando non ci si deciderà a mettere mano alle strutture portuali, che hanno sicuramente bisogno di essere riviste. La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti: i trabocchi sono tutti in secca totale a causa della presenza della diga foranea, che crea altrettanta secca sul braccio di levante e all’imboccatura dei due vecchi moli. In tutto l’avamporto insomma. Avevamo detto che questo progetto si sarebbe rivelato un disastro e tanto ne è stato. Adesso avrebbe bisogno di essere rivisto e gli sforzi finanziari fatti per le opere necessarie e non per il belletto.
Povero porto! Altro che ponte sul mare !