martedì 25 marzo 2008

IL PORTO E IL PONTE SUL MARE


Giorni fa sono tornato sulle banchine del porto per sentire “l’aria che tira”.Non è delle migliori, per diversi motivi. I pescatori , dopo l’incidente al peschereccio ”Nuovo Aterno”, sono su tutte le furie. I motivi sono soliti ma anche nuovi , perlomeno per i cittadini comuni. Ma cominciamo dalle secche, su una delle quali pare che sia finito il Nuovo Aterno. La situazione è insopportabile.

Dopo la chiusura del porto alle navi (braccio di levante inavvicinabile), poco ci manca che il porto non sia chiuso anche ai pescherecci, perché oramai i fondali sono troppo bassi anche per essi: a cominciare dalla punta sud della diga, all’ingresso di levante (quello buono, si fa per dire), dove c’è una lingua di secca che si allunga verso sud e dove i pescherecci più grandi strusciano sul fondo, per finire alle secche dentro il porto canale. Per non parlare del tanto decantato ingresso a nord, dove non galleggiano nemmeno i gabbiani e non è nemmeno segnalato a dovere per i forestieri. I locali sanno che li non si passa.

Dentro il canale non c’è zona dove i pescherecci non tocchino, al punto che potrebbero ormeggiarsi in banchina anche senza cima d’ormeggio: tanto sono completamente appoggiati sul fondo e non galleggiano.

La conseguenza è che i danni ai motori, agli ecoscandagli, ai gruppi di refrigerazione sono continui. Come se non bastasse:

-è vietato vendere le “scaffette” sulla banchina, che è una vecchia tradizione.

- le colonnine per l’acqua e la corrente non funzionano bene e quindi mancano i servizi a terra.

- non si possono più riparare le reti sulla banchina (dove dovrebbero andare i retieri ?).

- mancano i gazebo per la raccolta degli oli esausti. I contenitori sono abbandonati alla rinfusa.

- mancano i cassonetti per la spazzatura

- le cassette di polistirolo sono uno scandalo e non mantengono la freschezza del pesce, oltre a disperdersi nell’ambiente.

Insomma non c’è una cosa che funziona o che sia organizzata bene. E il Sindaco D’alfonso cosa fa ?Il ponte sul fiume. Un’opera da 8 milioni di euro, che potevano essere spesi invece per sistemare le magagne del porto, che offrirà ai pochi “Bartali” che si avventureranno sul ponte uno spettacolo indecente.

C’è bisogno di dragare almeno 200.000 m3, perlomeno fino a quando non ci si deciderà a mettere mano alle strutture portuali, che hanno sicuramente bisogno di essere riviste. La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti: i trabocchi sono tutti in secca totale a causa della presenza della diga foranea, che crea altrettanta secca sul braccio di levante e all’imboccatura dei due vecchi moli. In tutto l’avamporto insomma. Avevamo detto che questo progetto si sarebbe rivelato un disastro e tanto ne è stato. Adesso avrebbe bisogno di essere rivisto e gli sforzi finanziari fatti per le opere necessarie e non per il belletto.

Povero porto! Altro che ponte sul mare !

mercoledì 12 marzo 2008

Nonostante le promesse di dragaggio (seppur di piccola quantità: 20.000 m3, sufficienti a mala pena per il braccio di levante, che lascia i pescherecci ancora in mezzo alle secche del porto-canale) a tutt'oggi non si è ancora risolto il benchè minimo problema.
Le motivazioni sono sempre le stesse: mancano i soldi, la sabbia e il fango da dragare sono troppi (2.ooo.ooo m3) a causa del progetto sbagliato del porto.
Deve essere chiaro che solo una risistemazione delle strutture portuali da parte di grossi esperti (e ne abbiamo indicati alcuni: arch. Polacco e l'ing. Matteotti) può dare una soluzione definitiva al problema del dragaggio o ridurlo al minimo.
Così come deve essere risolto il disinquinamento del fiume Pescara, che è un altro grosso problema, per le spiagge e per il dragaggio.

Ci fa piacere intanto che il Sindaco D'alfonso, in sintonia con i Sindaci di Giulianova, Ortona e Vasto, voglia creare un'Autorità Portuale Regionale che assegni (data la modesta entità singola di ciascuna di esse) ad ognuno una specializzazione di settore.
Che è la ns. vecchia idea (2000) inutilmente finora perseguita: Pescara porto turistico-peschereccio,Giulianova peschereccio-diportistico, Ortona commerciale, Vasto industriale.
Come dire che l'unione fa la forza.
D'altronde è la direzione che stanno prendendo la regione Puglia, la regione Lazio, la regione Veneto e la Regione E. Romagna, dove i vari porti si stanno consorziando per essere insieme più competitivi.
L'arch. Polacco è un referente di queste operazioni e per alcune di esse sta già lavorando.
E quindi speriamo bene.

martedì 4 marzo 2008

...E IL PORTO CONTINUA AD ESSERE CHIUSO ALLE NAVI...


A causa degli interrimenti nell'avamporto e nella zona del braccio di levante, la Direzione Marittima ha emesso un'ordinanza per vietare l'ingresso e l'attracco in porto alle navi.

Nel frattempo, dentro il porto-canale, i pescherecci continuano a soffrire perchè i fondali sono bassi anche per loro e subiscono continuamente danni alle eliche, alle carene e ai motori. Per attraccare devono usare i cavi d'acciaio e i verricelli e le barche più grosse strisciano sul fondo persino all'imboccatura di levante.
Tutto dipende dall'assetto sbagliato del porto, progettato dal Genio Civile e voluto da D'alfonso & C.
Adesso è necessario riprogettare il tutto (e certamente non "dall'urbanista" prof. Pavia) perchè non è possibile dragare all'infinito.

Ma,nell'emergenza, bisognerebbe dragare almeno 200.000 m3 in tutte le zone, e la Regione non ha i soldi per dragarne nemmeno 20.000 per la banchina di levante.

E intanto il porto è chiuso alle navi.

Come può, vista la situazione, il Sindaco D'alfonso organizzare un meeting con il Sindaco di Torino Chiamparino e il dott. De Rita del Censis con argomento " NUOVE ROTTE PER PESCARA" ?

Per i voti si fa questo ed altro.

giovedì 21 febbraio 2008

Questa è la situazione delle secche causate dalla diga

La Marchegiani chiede fondi per il dragaggio


CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO


Dopo i brutti avvenimenti accaduti nel porto (chiusura dello stesso per mancanza di fondali, difficoltà per i pescherecci ad entrare e soprattutto ad attraccare) la signora Marchegiani dovrebbe fare mea culpa per il fatto che è stata una delle principali responsabili di questa situazione.

Situazione che deriva dall'assetto sbagliato del porto, come a suo tempo da me e dal ns. comitato denunciato. Porto che non doveva essere costruito così e che invece così è stato costruito nonostante gli avvertimenti di grandi progettisti portuali (Polacco, Matteotti, etc...)

Adesso che la frittata è fatta si vuole correre ai ripari con un dragaggio perpetuo, che costerà alle casse della Regione un'infinità di soldi.
Purtroppo, nell'emergenza, adesso, qualcosa bisognerà dragare ma l'obbiettivo non dovrebbe essere quello di dragare all'infinito ma di rivedere le infrastrutture portuali, ricorrendo proprio a quegli esperti che a suo tempo furono accantonati.