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mercoledì 8 giugno 2016

La Proposta di soluzione: aggiornamento del 29 gennaio 2014 (e del 8 giugno 2016)


Proposta porto: Aggiornamento del 29 gennaio 2014

Durante questi mesi, in cui la nostra Proposta alternativa iniziale è stata sottoposta alla VAS del PRP e al pubblico (degli operatori portuali, dell’Amministrazione e dei cittadini), le critiche rivolte ad essa sono state essenzialmente queste:
  •        che il bacino di evoluzione è piccolo
  •        che solo due banchine potrebbero essere poche.

Per quanto riguarda il bacino di evoluzione che non fosse piccolo è stato dimostrato però dall’ingresso in porto “di prova”, effettuato dalla nave cisterna “ASSIA”, di 140 metri, il 20 gennaio 2014. 
L’ASSIA pare che dovrebbe effettuare il trasporto dei carburanti (per Di Properzio) non appena sarà completato il dragaggio. Attualmente ha potuto manovrare perché è una nave a chiglia piatta e quindi i fondali della darsena, non ancora riportati alla loro profondità naturale di 6,5/7 metri, sono stati sufficienti perché la nave facesse l’evoluzione.

L’aspetto importante è che la nave ha compiuto l’evoluzione nell’area attualmente dragata che corrisponde quasi esattamente a quella della Proposta (quella in rosso). 
Una volta che sarà completato il dragaggio e i fondali saranno stati riportati a quelli naturali, è necessario che sia impedito alla diga di creare di nuovo gli interrimenti (realizzando il nuovo molo nord) e che sia consentito al fiume di sfociare al largo (tagliando quei 100 metri circa che insistono sul nuovo canale di accesso).

Quindi per quanto riguarda l’evoluzione delle navi, non ci sarebbero problemi:

Proposta di soluzione per il porto di Pescara: aggiornamento del 20/01/2014: il nuovo molo nord dovrebbe essere rientrato di circa 30 metri (in rosso)
la Proposta come apparirebbe, se fosse vista dal Ponte del Mare

Sezione del porto canale e cuneo salino


Aggiornamento alla Proposta: al termine del vecchio molo nord la piazzetta Teatro e musica. L'area di evoluzione della darsena è superiore ai 200 metri. La nuova banchina arretrata sul nuovo molo nord è lunga circa 210 metri e profonda 30. Il nuovo canale di accesso verso Nord-Est (greco) è lungo circa 500 metri e largo circa 120 metri. Le profondità NATURALI dei fondali vanno dai 6,5 metri della attuale banchina di riva (lunga 180 metri) ai 12/13 metri alla imboccatura del nuovo canale di accesso, oltre la diga foranea per circa 230 metri. Inoltre è stata prevista la NUOVA VASCA DI COLMATA,nell'angolo fra il nuovo molo nord e la diga, necessaria nel momento in cui la banchina di levante sarà ripulita dai materiali del dragaggio straordinario del 2013 e adibita a servizio del traffico passeggeri La nuova vasca.servirà per la manutenzione ordinaria annuale di dragaggio, prevista intorno ai 60,000 mc all'anno.
I nuovi trabocchi, per la pesca verrebbero installati sui due nuovi moli, oltre la diga e oltre il braccio di levante. Nell'immagine si vedono piccoli, ma nella foto sotto stante si vede il modello standard da noi previsto. E dovrebbero essere di questa forma. Come è scritto nella Proposta i vecchi trabocchi diventerebbero invece dei ristorantini tipici e pubs dove trascorrere piacevolmente qualche ora di sosta davanti al mare.
                                                                                                      un  trabocco pescarese tipico


la spiaggia della Madonnina nella Proposta, come si vedrebbe dal Ponte del Mare, con i circoli velici e il pontile in legno per favorire l'alaggio delle derive, perchè altrimenti non avrebbero l'acqua sufficientemente profonda per manovrare se fossero alate dalla riva. Infatti la nuova linea di battigia creata dalla diga foranea avanzerà ancora un po', come si vede nel disegno in pianta, secondo i nostri calcoli. E in quel punto l'acqua è molto bassa e non sufficiente a far manovrare le derive, soprattutto d'inverno quando gli equipaggi cercano di non bagnarsi.


l'ex-COFA, come si vedrebbe nella Proposta dal Ponte del Mare. Il grattacielo, con in cima il faro, è arredato con giardini verticali. Sotto l'oasi naturale, che copre tutto il perimetro attuale dell'ex-COFA, sono ricavati i parcheggi per le auto dei passeggeri dei traghetti e dei residenti nel grattacielo (lo schizzo è stato elaborato con strumenti elementari. Ce ne scusiamo. L'importante è aver reso l'idea della nostra Proposta, anche per l'area dell'ex-COFA). 


Per quello che può essere il traffico mercantile (quello petrolifero) la lunghezza delle banchine e l’area di evoluzione assicurano agli operatori commerciali anche in futuro la continuità delle operazioni di carico e scarico dei petroli (la pipe-line sulle banchine è già operativa).
Per quanto riguarda le merci, abbiamo già detto che il porto di Pescara non ha aree sufficienti per lo stoccaggio delle stesse e per questo motivo il porto commerciale è quello di Ortona (insieme a quello di Vasto). 
Ma comunque che qualche nave mercantile possa attraccare, e scaricare quei rotoli di acciaio che abbiamo visto in passato, è possibile e non ci sarebbero problemi in quanto le strutture della  nostra Proposta (banchine e piano di lavoro) assicurerebbero anche questo tipo di piccolo traffico di merci. 
Il porto comunque rimane un porto per traghetti passeggeri (ro-pax) e per il traffico petrolifero.

Per quanto riguarda invece le banchine di accosto, esse potrebbero essere anche quattro, invece che due.                                                                                                                 
Se si modificasse leggermente il nuovo molo nord, rientrandolo di 30 metri circa sul lato sopravvento, verso nord,  e con una lunghezza pari all’incirca a quella della darsena, si creerebbe una nuova banchina con una larghezza di 30 metri, una lunghezza di 210/230 metri e una profondità dei fondali naturale fra i -6,5 metri e i -7,5/-8 metri. Che tale rimarrebbe non essendo più soggetta agli interrimenti creati dalla diga foranea.

Su questa terza banchina potrebbero accostare, durante tutto l’arco dell’anno, essendo una banchina riparata da tutti i venti dominanti,  navi passeggeri, anche di media grandezza.

C’è da precisare che comunque il flusso del fiume non subirebbe modifiche sostanziali a quelle da noi già previste, se si allarga la banchina sulla sinistra (a nord) con un angolo pari al flusso di Reynolds (11,8 °) e poi si restringe con un uguale angolo, alla estremità della darsena.

Inoltre rimarrebbe utilizzabile la quarta banchina di accosto lungo il nuovo canale di uscita, largo 120 metri circa, lungo 350/400 metri, e profondo dai -7,5 ai -12 metri naturali, in quel punto. 
Come detto sopra, però, questa banchina sarebbe disponibile solo d’estate, quando il moto ondoso  dominante non è pericoloso e non disturberebbe un’eventuale nave all’ormeggio. Però sarebbe disponibile per navi passeggeri anche di dimensioni più grandi, date le misure della banchina e la profondità naturale dei fondali.


Allo stato attuale dei trasporti marittimi regionali e nazionali ci sembra che avere un traghetto giornaliero con Spalato sarebbe già un grande risultato (da piazzare su una banchina). 
A questo proposito ci preme ricordare che il fallimento del collegamento con la Croazia da Ortona dell’aliscafo Pescara Jet fallì sia perché la sede portuale non era idonea al traffico passeggeri (cosa vanno a fare i passeggeri ad Ortona ? E’ pur sempre una centro secondario per il traffico passeggeri !) e per i consumi eccessivi dell’aliscafo che rendevano la tratta conveniente per la compagnia solo in alcuni giorni del mese di Agosto con il massimo dei passeggeri imbarcati. 
Per questo motivo riteniamo che gli operatori portuali debbano rivolgere l’attenzione a collegamenti effettuati con un traghetto che renda la tratta conveniente per la compagnia anche in periodi “normali”. 
Sarebbe opportuno dirigere l’attenzione verso la soluzione, con traghetti con motori a gas liquefatto, indicati anche dalla UE come combustibile ecologico futuro per le navi, tipo la Viking .                                                                                                                                                     
Ma anche due traghetti bisettimanali, che si alternino, con Trieste (quindi con la Mittel-europa) e con la Grecia o l’Albania, avrebbero la possibilità di accostare su un’altra banchina.
 La petroliera, a detta degli operatori stessi, ha bisogno di due/max tre accosti settimanali, anche solo notturni (per il traffico petrolifero non è previsto in futuro un suo incremento, in quanto tende alla stabilità attuale).   
Una nave passeggeri di piccola/media grandezza potrebbe avere disponibile quindi la banchina ricavata sul nuovo molo nord, di fronte alla darsena.  
E il nuovo canale di accesso, d’estate, può ospitare anche una nave passeggeri più grande.  
E quindi le banchine sono quattro.                                                                                                Se gli operatori portuali pescaresi riuscissero a programmare tutti questi contatti o previsioni, sufficienti ad assicurare il traffico passeggeri nel porto, sarebbe un miracolo.  
Allo stato attuale però non ci risulta che si stiano attivando in questo senso.


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P.S. del 11 febbraio 2014: 

forse non è chiaro ad essi, che sono stati concordi con la costruzione delle disastrose strutture portuali attuali, che NOI stiamo correggendo (con pochi soldi e definitivamente) i LORO errori passati (e quelli dei progettisti e dei politici che li hanno assecondati).
Quando se ne accorgerà anche la pubblica opinione, dovranno emigrare. Ma sarebbe meglio che non se ne accorga, in fondo.
Altrimenti, emigreremo noi.

e del 23 luglio 2014:

Contrariamente a quello che ha detto alla stampa il pilota del porto Leonardo Costagliola, noi (cioè io e i tecnici che mi accompagnano, soprattutto l'arch. Alberto Polacco, già segretario generale del porto di Ravenna ed esperto di pianificazione portuale) siamo del parere che non si debbano fare i porti a misura delle navi in circolazione, ma si debbano trovare le navi adatte al porto.
(Che è in sostanza quello che ha fatto Di Properzio, che ha ricominciato a scaricare i carburanti senza problemi con la nuova nave "Galatea", gemella dell'Assia su citata, da quando è finito il dragaggio del 2013 anche nella darsena, che ha riportato i fondali alla profondità sufficiente per manovrare. I cui effetti non dureranno per molto tempo ancora, se non sarà definito al più presto il nuovo assetto portuale. Nella nostra Proposta prevediamo oltretutto che la petroliera, per motivi di sicurezza, potrebbe scaricare dalla pipeline allungata fino alla banchina nel nuovo canale di accesso, esterna alla darsena).
Per il semplice motivo che, mentre le misure delle navi possono cambiare facilmente e le loro caratteristiche anche, le strutture e gli assetti dei porti sono fortemente legati alle caratteristiche dei paraggi marittimi (profilo costiero, natura dei fondali, moto ondoso prevalente, interrimenti, etc...) che non possono essere modificati, a meno di arrecare danni all'ambiente naturale. 
E questo deve essere sempre un punto fermo per un progettista portuale.



così si presenterebbe in pianta tutta l'area portuale.
Per il Marina è prevista una nuova imboccatura e un nuovo bacino per le barche che hanno una chiglia molto profonda, fino a 7 mt.
La nave di colore arancione è (in scala) la petroliera "Galatea" che viene usata adesso dalla ditta Di Properzio., che per motivi di sicurezza, quando è necessario, potrebbe attraccare ad uno dei due nuovi moli della nuova imboccatura.


La Proposta Alternativa nella versione definitiva.


PPS dell'8 giugno 2016:

ieri ho trovato un articolo della dott.ssa D'orsogna che ci condivideva il fatto che il porto di San Pedro in California, il più frequentato sulla costa Pacifica degli USA, sarà completamente indipendente dalle fonti fossili per l'energia necessaria alle sue strutture entro il 2025, 





E così mi è venuto in mente di fare un completamento alla nostra Proposta per il nuovo assetto del porto di Pescara.
Nel porto-canale, e soprattutto nella canaletta finale, il cui tipo di assetto di porto è assolutamente da mantenere, e per mantenerlo pulito bisognerà dragarlo ogni anno per 30.000 mc (cosa che è estremamente più facile e meno onerosa da fare che mantenere pulito e dragato il bacino del PRP e il fiume deviato ad esse, come abbiamo abbondantemente spiegato nelle Osservazioni.
E' un concetto che si riassume molto semplicemnete in questo disegno seguente che prefigura quello che succederà nel PRP: il materiale da dragare ogni anno sarà molto di più di quello storico del porto-canale)

Le correnti da sud e la deviazione del fiume riempiranno il bacino commerciale per le navi di interrimenti di sabbia e sediemnti trasportati dal fiume

Per tornare però all'articolo della D'orsogna sul porto di San Diego in California, che sarà completamente autosufficiente dal punto di vista energetico sfruttando le fonti rinnovabili, mi è venuto in mente che nella canaletta del porto-canale di Pescara la corrente è attualmente mediamente durante tutto l'arco dell'anno di 3 nodi.

Una corrente di 3 nodi, mi è venuto da riflettere, non può essere sprecata così semplicemente, mentre si potrebbe sfruttarla fissando a uno dei due moli guardiani, o a tutti e due, diverse ruote a pale (tipo ruote dei mulini) che generino energia elettrica sufficiente per tutte le attività portuali (lascio questo calcolo agli esperti del settore).

La foto sottostante mostra l'idea in embrione:

Una ruota a pale posta sul molo nord della proposta alternativa.
Ho mostrato questa idea agli amici della pagina facebook Porto di Pescara (leggi tutto) che si sono mostrati entusiasti della mia idea.
Ed hanno anche aggiunto di suo all'argomento. Per es.:
Giampiero Lettere dice: Assolutamente si, tra l'altro esistono o comunque sono facilmente progettabili dei dispositivi anche meno invasivi della ruota, a elica a rullo etc, magari a raso delle banchine. Ottima idea.

Porto Antico Pescara dice: Metto a disposizione tratto di banchina nel nostro rimessaggio

Franco Dalberto dice: geniale

Porto di Pescara dice: Grazie a te Paolo, sei sempre il più lesto a recepire (anche Franco però...)
Paolo Serafini dice: Franco è un grande marittimo un grande comandante.^_-
Porto di Pescara dice: Mi fa piacere ancora di più che l'apprezzamento venga da un grande marittimo e comandante. Non lo conoscevo. Grazie.
E così l'ho mandata anche alla CP-Guardia Costiera e alle autorità regionali, competenti in materia.
Speriamo se ne accorgano.


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29 gennaio 2014 (agg.to 8 giugno 23016 )



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